POLITICA. Domani sarà la volta della Camera dei Deputati. L’Illustrissimo Signor Presidente del Consiglio dei Ministri Onorevole Mario Draghi al Senato: «Primo pensiero è responsabilità nazionale». «Unità non è opzione, ma dovere».
Il Presidente del Consiglio dei Ministri chiede il voto di fiducia per il suo nuovo governo che ha giurato a Quirinale lo scorso 13 febbraio 2021.

Fonte tratta da: Rai. RaiNews24.

17 febbraio 2021

«Nel ringraziare, ancora una volta il presidente della Repubblica per l’onore dell’incarico che mi è stato assegnato, vorrei dirvi che non vi è mai stato, nella mia lunga vita professionale, un momento di emozione così intensa e di responsabilità così ampia», dice il premier Mario Draghi in aula al Senato per il discorso programmatico per ottenere la fiducia. Un discorso lungo e non privo di emozione, in cui ha ribadito l’europeismo e l’atlantismo, e in cui è sceso nel dettaglio della sua azione di governo tra cui salute, lavoro, fisco, scuola ricerca e Mezzogiorno. Sul capitolo Recovery plan, dice: sarà gestito dal Mef e dai ministeri di stretta competenza e andrà a integrare l’impianto fornito dal precedente governo».

QUI il testo del discorso integrale.

Nell’Aula del Senato, la discussione generale sulle dichiarazioni programmatiche in vista del voto di fiducia al Governo.

QUI LO STREAMING.

Primo pensiero: «Responsabilità nazionale».
Il premier ringrazia durante il suo intervento, il suo predecessore a Palazzo Chigi, Giuseppe Conte. E dice, in uno dei primi passaggi: «Il primo pensiero che vorrei condividere riguarda la nostra responsabilità nazionale, il principale dovere a cui siamo chiamati tutti io per primo», ha detto Draghi. «Il Governo farà le riforme, ma affronterà anche l’emergenza», ha detto il premier. «Non esiste un prima e un dopo. Siamo consci dell’insegnamento di Cavour: «Le riforme compiute a tempo, invece di indebolire l’autorità, la rafforzano». «Ma nel frattempo dobbiamo occuparci di chi soffre adesso, di chi oggi perde il lavoro o è costretto a chiudere la propria attività», dice il presidente del Consiglio, Mario Draghi, intervenendo in Senato. E ancora: «Si è detto e scritto che questo governo è stato reso necessario dal fallimento della politica. Mi sia consentito di non essere d’accordo. Nessuno fa un passo indietro rispetto alla propria identità ma semmai, in un nuovo e del tutto inconsueto perimetro di collaborazione, ne fa uno avanti nel rispondere alle necessità del Paese, nell’avvicinarsi ai problemi quotidiani delle famiglie e delle imprese che ben sanno quando è il momento di lavorare insieme, senza pregiudizi e rivalità», osserva Draghi.
«L’unità non è un’opzione, è un dovere».
«Questo è il terzo governo della legislatura. Non c’è nulla che faccia pensare che possa far bene senza il sostegno convinto di questo Parlamento. E’ un sostegno che non poggia su alchimie politiche ma sullo spirito di sacrificio con cui donne e uomini hanno affrontato l’ultimo anno, sul loro vibrante desiderio di rinascere, di tornare più forti e sull’entusiasmo dei giovani che vogliono un paese capace di realizzare i loro sogni. Oggi, l’unità non è un’opzione, l’unità è un dovere. Ma è un dovere guidato da ciò che son certo ci unisce tutti: l’amore per l’Italia», ha detto il presidente del Consiglio in chiusura del suo discorso con cui ha chiesto la fiducia al Parlamento.
«Come nei governi del dopoguerra, responsabilità di avviare una Nuova Ricostruzione».
«Oggi noi abbiamo, come accadde ai governi dell’immediato dopoguerra, la possibilità, o meglio la responsabilità, di avviare una Nuova Ricostruzione» attraverso «la fiducia reciproca, nella fratellanza nazionale, nel perseguimento di un riscatto civico e morale», incalza Draghi nel corso del suo discorso. «A quella ricostruzione collaborarono forze politiche ideologicamente lontane se non contrapposte. Sono certo che anche a questa nuova ricostruzione nessuno farà mancare, nella distinzione di ruoli e identità, il proprio apporto. Questa è la nostra missione di italiani: consegnare un Paese migliore e più giusto ai figli e ai nipoti».
Crisi economica, impegno per tornare alla normalitĂ .
«Vorrei rivolgere un altro pensiero, partecipato e solidale, a tutti coloro che soffrono per la crisi economica che la pandemia ha scatenato, a coloro che lavorano nelle attività più colpite o fermate per motivi sanitari. Conosciamo le loro ragioni, siamo consci del loro enorme sacrificio e li ringraziamo», dice Mario Draghi durante il discorso sulla fiducia al Senato. «Ci impegniamo a fare di tutto perché possano tornare, nel più breve tempo possibile, nel riconoscimento dei loro diritti, alla normalità delle loro occupazioni», aggiunge.
Impegno ad informare i cittadini su cambi regole
«Ci impegniamo a informare i cittadini con sufficiente anticipo, per quanto compatibile con la rapida evoluzione della pandemia, di ogni cambiamento nelle regole», osserva. «Un esecutivo come quello che ho l’onore di presiedere, specialmente in una situazione drammatica come quella che stiamo vivendo, è semplicemente il governo del Paese. Non ha bisogno di alcun aggettivo che lo definisca. Riassume la volontà, la consapevolezza, il senso di responsabilità delle forze politiche che lo sostengono alle quali è stata chiesta una rinuncia per il bene di tutti», prosegue. «Questo è lo spirito repubblicano di un governo che nasce in una situazione di emergenza raccogliendo l’alta indicazione del capo dello Stato», sottolinea il premier. «La crescita di un’economia di un Paese non scaturisce solo da fattori economici. Dipende dalle istituzioni, dalla fiducia dei cittadini verso di esse, dalla condivisione di valori e di speranze. Gli stessi fattori determinano il progresso di un Paese».
«L’irreversibilità della scelta dell’Euro».
«Questo governo nasce nel solco dell’appartenenza del nostro Paese, come socio fondatore, all’Unione europea, e come protagonista dell’Alleanza Atlantica, nel solco delle grandi democrazie occidentali, a difesa dei loro irrinunciabili principi e valori». «Sostenere questo governo significa condividere l’irreversibilità della scelta dell’euro, significa condividere la prospettiva di un’unione europea sempre più integrata che approderà a un bilancio pubblico comune capace di sostenere i paesi nei periodi di recessione. Gli stati nazionali rimangono il riferimento dei nostri cittadini, ma nelle aree definite dalla loro debolezza cedono sovranità nazionale per acquistare sovranità condivisa», dice il premier nel discorso programmatico in aula al senato.
Da pandemia «gravissime conseguenze sul tessuto economico e sociale».
«La diffusione del virus ha comportato gravissime conseguenze anche sul tessuto economico e sociale del nostro Paese. Con rilevanti impatti sull’occupazione, specialmente quella dei giovani e delle donne. Un fenomeno destinato ad aggravarsi quando verrà meno il divieto di licenziamento», continua. «Il numero totale di ore di Cassa integrazione per emergenza sanitaria dal 1 aprile al 31 dicembre dello scorso anno supera i 4 milioni. Nel 2020 gli occupati sono scesi di 444 mila unità ma il calo si è accentrato su contratti a termine (-393 mila) e lavoratori autonomi (-209). La pandemia ha finora ha colpito soprattutto giovani e donne, una disoccupazione selettiva ma che presto potrebbe iniziare a colpire anche i lavoratori con contratti a tempo indeterminato».
«Un errore proteggere indifferentemente tutte le attività economiche».
«Uscire dalla pandemia non sarĂ  come riaccendere la luce – sottolinea Draghi – questa osservazione, che gli scienziati non smettono di ripeterci, ha una conseguenza importante. Il governo dovrĂ  proteggere i lavoratori, tutti i lavoratori, ma sarebbe un errore proteggere indifferentemente tutte le attivitĂ  economiche. Alcune dovranno cambiare, anche radicalmente. E la scelta di quali attivitĂ  proteggere e quali accompagnare nel cambiamento è il difficile compito che la politica economica dovrĂ  affrontare nei prossimi mesi».
Le politiche del lavoro.
«Centrali sono le politiche attive del lavoro. Affinché esse siano immediatamente operative è necessario migliorare gli strumenti esistenti, come l’assegno di riallocazione, rafforzando le politiche di formazione dei lavoratori occupati e disoccupati. Vanno anche rafforzate le dotazioni di personale e digitali dei centri per l’impiego in accordo con le regioni. Questo progetto è già parte del Programma Nazionale di Ripresa e Resilienza ma andrà anticipato da subito». «L’Italia presenta oggi uno dei peggiori gap salariali tra generi in Europa, oltre una cronica scarsità di donne in posizioni manageriali di rilievo. Una vera parità di genere non significa un farisaico rispetto di quote rosa richieste dalla legge: richiede che siano garantite parità di condizioni competitive tra generi. Intendiamo lavorare in questo senso, puntando a un riequilibrio del gap salariale e un sistema di welfare che permetta alle donne di dedicare alla loro carriera le stesse energie dei loro colleghi uomini, superando la scelta tra famiglia o lavoro». «La risposta della politica economica al cambiamento climatico e alla pandemia dovrà essere una combinazione di politiche strutturali che facilitino l’innovazione, di politiche finanziarie che facilitino l’accesso delle imprese capaci di crescere al capitale e al credito e di politiche monetarie e fiscali espansive che agevolino gli investimenti e creino domanda per le nuove attività sostenibili che sono state create. Vogliamo lasciare un buon pianeta, non solo una buona moneta».
«Fare il possibile per didattica in presenza a scuola».
«La diffusione del Covid – spiega – ha provocato ferite profonde nelle nostre comunitĂ , non solo sul piano sanitario ed economico, ma anche su quello culturale ed educativo. Le ragazze e i ragazzi hanno avuto, soprattutto quelli nelle scuole secondarie di secondo grado, il servizio scolastico attraverso la Didattica a Distanza che, pur garantendo la continuitĂ  del servizio, non può non creare disagi ed evidenziare diseguaglianze». «Non solo dobbiamo tornare rapidamente a un orario scolastico normale, anche distribuendolo su diverse fasce orarie, ma dobbiamo fare il possibile, con le modalitĂ  piĂą adatte, per recuperare le ore di didattica in presenza perse lo scorso anno, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno in cui la didattica a distanza ha incontrato maggiori difficoltà». «Occorre rivedere il disegno del percorso scolastico annuale. Allineare il calendario scolastico alle esigenze derivanti dall’esperienza vissuta dall’inizio della pandemia. Il ritorno a scuola deve avvenire in sicurezza».
Il piano di vaccinazione: «Mobilitare tutte le energie».
«Gli scienziati in soli 12 mesi hanno fatto un miracolo: non era mai accaduto che si riuscisse a produrre un nuovo vaccino in meno di un anno. La nostra prima sfida è, ottenutene le quantitĂ  sufficienti, distribuirlo rapidamente ed efficientemente», dice Mario Draghi in Senato. «Abbiamo bisogno di mobilitare tutte le energie su cui possiamo contare, ricorrendo alla protezione civile, alle forze armate, ai tanti volontari. Non dobbiamo limitare le vaccinazioni all’interno di luoghi specifici, spesso ancora non pronti: abbiamo il dovere di renderle possibili in tutte le strutture disponibili, pubbliche e private», aggiunge il presidente del Consiglio. Bisogna fare «tesoro dell’esperienza fatta con i tamponi che, dopo un ritardo iniziale, sono stati permessi anche al di fuori della ristretta cerchia di ospedali autorizzati. E soprattutto imparare da Paesi che si sono mossi piĂą rapidamente di noi disponendo subito di quantitĂ  di vaccini adeguate. La velocitĂ  è essenziale non solo per proteggere gli individui e le loro comunitĂ  sociali, ma ora anche per ridurre le possibilitĂ  che sorgano altre varianti del virus». «Serve riforma complessiva del fisco» «Negli anni recenti i nostri tentativi di riformare il paese non sono stati del tutto assenti, ma i loro effetti concreti sono stati limitati. Il problema sta forse nel modo in cui spesso abbiamo disegnato le riforme: con interventi parziali dettati dall’urgenza del momento, senza una visione a tutto campo che richiede tempo e competenza. Nel caso del fisco, per fare un esempio, non bisogna dimenticare che il sistema tributario è un meccanismo complesso, le cui parti si legano una all’altra. Non è una buona idea cambiare le tasse una alla volta». Lo ha detto il presidente del Consiglio Mario Draghi, parlando in aula al Senato nella seduta per la fiducia al governo. «Un intervento complessivo – ha aggiunto – rende anche piĂą difficile che specifici gruppi di pressione riescano a spingere il governo ad adottare misure scritte per avvantaggiarli».
Migranti: «Costruire politica Ue rimpatri e rispetto rifugiati».
«Altra sfida sarà il negoziato sul nuovo Patto per le migrazioni e l’asilo, nel quale perseguiremo un deciso rafforzamento dell’equilibrio tra responsabilità dei Paesi di primo ingresso e solidarietà effettiva. Cruciale sarà anche la costruzione di una politica europea dei rimpatri dei non aventi diritto alla protezione internazionale, accanto al pieno rispetto dei diritti dei rifugiati», dice Mario Draghi, parlando in Senato.
Recovery Fund: «Risorse per migliorare il potenziale di crescita».
«La strategia per i progetti del Next Generation EU non può che essere trasversale e sinergica, basata sul principio dei co-benefici, cioè con la capacità di impattare simultaneamente più settori, in maniera coordinata. Dovremo imparare a prevenire piuttosto che a riparare, non solo dispiegando tutte le tecnologie a nostra disposizione ma anche investendo sulla consapevolezza delle nuove generazioni che «ogni azione ha una conseguenza». «Queste risorse dovranno essere spese puntando a migliorare il potenziale di crescita della nostra economia. La quota di prestiti aggiuntivi che richiederemo tramite la principale componente del programma, lo Strumento per la ripresa e resilienza, dovrà essere modulata in base agli obiettivi di finanza pubblica». «Vi sono poi strumenti specifici» per il Mezzogiorno «quali il credito d’imposta e altri interventi da concordare in sede europea». «Per riuscire a spendere e spendere bene, utilizzando gli investimenti dedicati dal Next Generation EU occorre irrobustire le amministrazioni meridionali, anche guardando con attenzione all’esperienza di un passato che spesso ha deluso la speranza».
Infrastrutture: «In tempi certi in linea con Recovery».
«In tema di infrastrutture occorre investire sulla preparazione tecnica, legale ed economica dei funzionari pubblici per permettere alle amministrazioni di poter pianificare, progettare ed accelerare gli investimenti con certezza dei tempi, dei costi e in piena compatibilità con gli indirizzi di sostenibilità e crescita indicati nel Programma nazionale di Ripresa e Resilienza». «Il settore privato deve essere invitato a partecipare alla realizzazione degli investimenti pubblici apportando più che finanza, competenza, efficienza e innovazione per accelerare la realizzazione dei progetti nel rispetto dei costi previsti». Il modello del turismo deve cambiare «Anche nel nostro Paese alcuni modelli di crescita dovranno cambiare. Ad esempio il modello di turismo, un’attività che prima della pandemia rappresentava il 14% del totale delle nostre attività economiche. Imprese e lavoratori in quel settore vanno aiutati ad uscire dal disastro creato dalla pandemia. Ma senza scordare che il nostro turismo avrà un futuro se non dimentichiamo che esso vive della nostra capacità di preservare, cioè almeno non sciupare, città d’arte, luoghi e tradizioni che successive generazioni attraverso molti secoli hanno saputo preservare e ci hanno tramandato».
Draghi cita il Papa: «Tragedie naturali risposta terra al nostro maltrattamento».
«Come ha detto papa Francesco ’Le tragedie naturali sono la risposta della terra al nostro maltrattamento. E io penso che se chiedessi al Signore che cosa pensa, non credo mi direbbe che è una cosa buona: siamo stati noi a rovinare l’opera del Signore’. Proteggere il futuro dell’ambiente, conciliandolo con il progresso e il benessere sociale, richiede un approccio nuovo: digitalizzazione, agricoltura, salute, energia, aerospazio, cloud computing, scuole ed educazione, protezione dei territori, biodiversità, riscaldamento globale ed effetto serra, sono diverse facce di una sfida poliedrica che vede al centro l’ecosistema in cui si svilupperanno tutte le azioni umane», dichiara ancora Draghi.
I ministri in Aula al fianco di Draghi.
Al fianco di Draghi in Aula i ministri Giancarlo Giorgetti e Stefano Patuanelli. Presenti, tra gli altri i ministri Daniele Franco, Renato Brunetta, Maria Stella Gelmini, Roberto Speranza, Luciana Lamorgese, Lorenzo Guerini, Enrico Giovannini, Elena Bonetti.
Il programma della giornata.
Il voto di fiducia è atteso per la tarda serata. Ieri la conferenza dei capigruppo ha stabilito i tempi del dibattito. Al termine del suo intervento, il premier si è recato alla Camera dei Deputati per depositare il testo del discorso. La seduta è ripresa alle 12,30 per la discussione generale, per la quale sono state ripartite 6 ore e 40 minuti. Dopo le prime tre ore, la discussione la seduta viene sospesa fino alle 16,15 per la sanificazione dell’Aula. Il dibattito proseguirà poi fino alle 19,55 quando la seduta sarà nuovamente interrotta per una seconda sanificazione. La replica del premier e le dichiarazioni di voto si svolgeranno a partire dalle 20:40, seguirà quindi l’appello nominale per il voto di fiducia alle 23. L’esito dello scrutinio è previsto per la mezzanotte.
Il programma del 18 febbraio 2021.
Slitta alle 20 di domani, rispetto a quanto era stato inizialmente deciso, l’inizio della votazione sulla fiducia sul governo “Draghi” nell’aula della Camera dei Deputati. La decisione è stata assunta dai capigruppo, a quanto si apprende, per ragioni di diretta televisiva sollevate da diversi gruppi. la nuova modulazione è dunque:
ore 09.00-12.00 – discussione generale;
ore 12.00-13.30 – pausa sanificazione;
ore 13.30-16.00 – seguito discussione generale;
ore 16.00-18.00 – pausa sanificazione;
ore 18.00-18.30 – replica del Presidente del Consiglio dei Ministri;
ore 18.30-20.00 – dichiarazioni di voto ore 20.00 inizio voto.

********

POLITICA. La fiducia in Senato Governo, la replica di Draghi: «Cruciale il Parlamento. Governance Recovery al Mef». «Le restrizioni per la pandemia hanno messo a dura prova musei, cinema, teatri, tutto lo spettacolo dal vivo e l’arte in generale», un comparto che va sostenuto «perché il rischio è di perdere un patrimonio che definisce la nostra identità».

17 febbraio 2021.

E’ un Draghi determinato, ma anche emozionato quello che entra nei banchi del governo per la replica davanti al Senato. «Scusate, ma devo ancora imparare” dice il premier nella sua replica, quando gli viene fatto notare che il suo microfono non funziona bene. E poi: «Vi ringrazio per la stima che avete dimostrato, ma anche questa dovrĂ  essere giustificata e validata nei fatti dall’azione di governo da me presieduto». Ma il suo discorso poi mette da parte l’emozione e va dritto al sodo, nel tentativo di dare una risposta a tutte le istanze rappresentate dai Senatori nel corso della lunga giornata di lavori in Aula: «Voglio ribadire quanto consideri cruciale il lavoro del Parlamento” e «ho indicato chiaramente come la governance” del Recovery plan «debba essere incardinata nel Mef, con la strettissima collaborazione dei ministeri competenti». Lo ha detto il premier Mario Draghi, nella replica al Senato. Quindi, ha aggiunto Draghi, «il Parlamento sarĂ  informato sull’impianto complessivo del programma” e sugli interventi specifici.
Cultura.
Bisogna sostenere la cultura, un «patrimonio che definisce la nostra identitĂ ” e dunque vanno rafforzati i ristori per questo settore, ha sostenuto Draghi. «Le restrizioni necessarie a contenere la pandemia hanno messo a dura prova musei, cinema, teatri … La cultura va sostenuta. Il rischio è di perdere un patrimonio che definisce la nostra identitĂ . La perdita economica è ingente, ma ancor piĂą grande sarebbe la perdita dello spirito». Ha precisato Draghi: «Molto è stato fatto per assicurare ristori adeguati. Serve fare ancora di piĂą. Soprattutto occorre rinforzare le tutele dei lavoratori e utilizzare il patrimonio del Next generation Eu. Il ritorno al piĂą presto possibile alla normalitĂ  deve riguardare anche la cultura, imprescindibile per la crescita del Paese».
Turismo.
«Ho accennato alle imprese che potranno non riaprire dopo la pandemia ma una che certamente riaprirà è il turismo, investire nel turismo, sostenerlo non significa buttare via i soldi: quei soldi tornano indietro». «Per un Paese ad alta vocazione turistica come il nostro si tratta di una questione essenziale. Vanno messe in campo misure che permettano alle imprese del turismo di non fallire e ai lavoratori di tutelare i livelli di reddito».
LegalitĂ  e sicurezza.
«Sulla questione migrazioni la risposta più efficace passa dalla piena responsabilità da parte delle istituzioni europee, permane la contrapposizione tra gli stati più esposti e gli stati del nord-est Europa». «L’Italia propone come concreta misura di solidarietà un meccanismo obbligatorio di redistribuzione di migranti pro quota. Ho detto che senza legalità e sicurezza non ci può essere crescita, senza riportare legalità e sicurezza è molto difficile crescere».
Rischio infiltrazioni malavitose.
«C’è un rischio specifico che corriamo, in vista della stagione di ricostruzione: quello delle possibili infiltrazioni della criminalitĂ  organizzata nell’economia, a seguito della crisi di liquiditĂ  che sta interessando diversi settori». «Questo pericolo è costantemente seguito dall’organismo di monitoraggio interforze costituito presso il Dipartimento di pubblica sicurezza, per aggiornare la mappa e le filiere di attivitĂ  delle mafie. Particolare attenzione viene dedicata ai finanziamenti a favore di imprese e cittadini in difficotĂ  per la crisi pandemica. I prefetti sono stati sensibilizzati a porre la massima attenzione sui fattori di inquinamento dell’economia legale». L’obiettivo, ha sottolineato il capo del Governo, è «anticipare la risposta strutturale dello Stato in termini di prevenzione e contrasto». «E’ emerso – ha detto ancora Draghi – che diverse prefetture hanno attivato collaborazioni con camere di commercio e comuni per rendere piĂą efficienti le verifiche sui cambi di intestazione delle attivitĂ  economiche a causa di possibili infiltrazioni. Speciale attenzione – ha concluso – viene posta al commercio e al settore turistico-alberghiero».
Migranti.
«La risposta più efficace e duratura» sul dossier migranti «passa per una piena assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni europee. L’Italia, appoggiata anche da alcuni Paesi mediterranei propone come concreta misura di solidarietà un meccanismo obbligatorio di redistribuzione dei migranti pro-quota».
Coinvolgere gli Enti locali.
Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, conferma l’intenzione di coinvolgere gli enti locali nell’attività di Goveno. «Ho incontrato i rappresentanti delle Regioni, dei Comuni e delle Province. Il loro coinvolgimento è inevitabile ma in alcuni casi è essenziale. Certe cose non si fanno se non sono discusse con le Regioni». La serata si concluderà con il voto di fiducia del Senato, atteso attorno alle 23. Nel frattempo lo spazio è preso dalle dichiarazioni di voto.

Si veda la diretta.

Il testo della replica.
«Voglio ribadire quanto consideri cruciale la funzione e il lavoro del Parlamento nella sfida che stiamo affrontando. In particolare, in relazione al Programma nazionale di Ripresa e Resilienza piĂą volte evocato nel dibattito parlamentare, ho indicato chiaramente come la governance debba essere incardinata nel ministero dell’Economia e delle Finanze con la strettissima collaborazione dei ministeri competenti per definire e attuare politiche e progetti di settore». «Confermo che il Parlamento sarĂ  informato in modo adeguato e tempestivo sull’impianto complessivo del programma e sulle relative politiche specifiche di intervento. Ovviamente sono stati sollevati molti temi nel corso del dibattito di oggi e proverò a replicare su alcune questioni puntuali. Spero di coprire almeno gli interventi che mi hanno colpito di piĂą ma certamente mi scuso in anticipo se non dovessi rispondere ad alcune domande. C’era un punto sull’ambiente e sul concetto di sviluppo sostenibile. Questo è alla base della giustizia tra generazioni che so il Senato sta discutendo nella forma di progetti di legge costituzionale per inserire il concetto nella Costituzione». «Questo governo conferma l’impegno di andare in questa direzione. Secondo punto sull’ambiente. A proposito dell’impatto ambientale, c’è una legge del 2015 che prevede che ci sia una valutazione ex ante ed ex post delle politiche sul capitale naturale. Il governo conferma il suo impegno su questo punto che d’altronde è in sintonia con le linee guida, anzi segue le linee guida del Pnrr e in accordo con le tematiche del semestre europeo. Un terzo punto riguarda il coinvolgimento delle parti sociali e di alcuni corpi intermedi. Io – in maniera abbastanza inusuale – ho voluto incontrare durante le consultazioni le parti sociali e alcuni corpi intermedi, quindi confermo l’impegno al loro coinvolgimento nell’attivitĂ  di governo». «La stessa cosa per quanto riguarda le Regioni: di nuovo, abbastanza insolitamente, durante le consultazioni ho incontrato i rappresentanti delle Regioni, dei Comuni e delle Province. E d’altronde, in molte delle cose che ci siamo detti oggi, il loro coinvolgimento non solo è inevitabile, ma è essenziale: certe cose non si fanno se non sono discusse con le Regioni». «Sulla cultura stamattina ho detto che l’Italia è una grande potenza culturale riconosciuta in tutto il mondo. E anche per questo durante il G20 daremo grande importanza ai temi della cultura con un incontro dedicato. Naturalmente le restrizioni necessarie a contenere la pandemia hanno messo a dura prova musei, cinema, teatri, musica, danza, tutto lo spettacolo dal vivo e ogni arte in generale. La cultura va sostenuta e naturalmente il rischio e’ di perdere un patrimonio che definisce la nostra identitĂ . La perdita economica è ingente ma ancora piĂą grande sarebbe la perdita dello spirito». «Molto è stato fatto per assicurare ristori adeguati, serve fare ancora di piĂą. Soprattutto occorre rinforzare le tutele dei lavoratori e va colta l’opportunitĂ  del ‘Next generation’ per potenziare gli investimenti sul patrimonio culturale, sul capitale umano, sulle nuove tecnologie. Il ritorno nel piĂą breve tempo possibile alla normalitĂ  deve riguardare anche la cultura, in tutte le sue forme, perchĂ© è imprescindibile per la crescita e il benessere del Paese».

********